LA BOTTIGLIA

 Non troverete descrizioni "da manuale"  del tipo : " vino di ottimo equilibrio ed armonia, al naso ha profumi intensi di  Rosa, ciliegia, cenere di  ecc... Oppure: il vino  è  armonico, chiude  rotondo  ecc".  Nelle "schede" ( considerate da alcuni  troppo brevi... ma è una mia scelta)   non ci saranno  troppi  riferimenti alla frutta alla  verdura ai fiori  e neppure  troppe, armonie, rotondità o spigoli, ma altro. Buona lettura.


 

ECCO IL MIO ROSE' D'OLTRALPE  BUONO BUONO

 

Un rosè  annata 2020 eccezionale da uve Cinsault 100% firmato Jeff Carrel.  Agrumato ha una piacevolezza imbarazzante  nel senso che ne berrei una cassa. Dodici è la gradazione , per una goduria estiva infinita dove i solfiti è come non ci siano. Il prezzo poi è poi imbarazzante come il vino. Bravo Jeff Carrel di cui ho avuto l'onore di degustare anche il suo Pinot Noir en Coteaux 2020 un piccolo capolavoro ormai introvabile  di cui attendo con  il 2021


CHARDONNAY  D' OLTRALPE SEMPLICE PULITO  E  A PREZZO IMBATTIBILE

 

 

Siamo nel Beaujolais. In Italia  il vino di questa zona è conosciuto quasi esclusivamente per i rossi  nouveau - novelli, ma esistono  anche altri rossi  da uve  Gamay sempre più spesso eleganti  e piacevoli e non  mancano neppure  i bianchi come questo Village Blanc da uve Chardonnay  annata 2019 del Domaine  Centenaire ( Martin Louis). Beh, che dire: costa 6/7 euro per un vino bianco semplice e delicato dove l'uva viene coltivata su terreno granitico e raccolta a mano per preservare la qualità. Il tutto "en agroècologie" a soli 12,5%  e con basso contenuto di slforosa. Con del  pesce  o formaggio di capra , va giù che è un piacere . Bravi!


VERDICCHIO CON TROPPI SOLFITI  E NEBBIOLO DA DIMENTICARE

 

 Buono questo Verdicchio  2018" Terravigna" di Borgo Paglietto   biologico certificato, elegante e pulito  e con  la sua giusta sapidità . I suoi 12% sono perfetti.  I suoi aromi saranno sicuramente maggiori e distinguibili  quando i solfiti verranno " meglio integrati " col tempo .  Da dimenticare, invece,  il Nebbiolo alto Piemonte Fara Barton  2017  di Gilberto Boniperti di cui avevo assaggiato altre annate eccezionali che erano tutt'altra cosa. Tra queste una strepitosa 2016. Il 2017, aimè, ha una nota brett. ( cerotto) a mio gusto insopportabile che  sovrasta  " alla grande "il frutto e l'eleganza di questo vino. Peccato! 


  TIMORASSO DA NON PERDERE CHE BUONO !

 

Anche se questo è un  vitigno delle mie parti ( mio bisnonno era di Gavi e io sono di Novi Ligure ) non sono tipo da Timorasso. Ma questo Derthona 2018 dell'azienda  La Colombera mi sta facendo cambiare idea sulle potenzialità , valore e piacevolezza di quest'uva.  Prodotto dalla famiglia Semino  anche se ha 14 gradi ( troppi per i miei gusti più intimi)  è minerale, pulito,  elegante con una piacevolezza/ bevebilità  imbarazzanti.  Basso pure di solforosa. Direi che è tra i bianchi italiani,a mio gusto, più importanti e buoni !  Della stessa azienda ho anche assaggiato il Cortese Bricco Bartolomeo 2018  più basso di gradazione. E di prezzo ( circa 10 euro in enoteca) . Tutto un'altro vino. Più semplice, ma che Cortese ragazzi! Mi ricorda quello che bevevo da ragazzo. Uno su tutti il  Cortese della cantina produttori del Gavi. Nel San Bartolomeo  l'uva Cortese  si sente tutta , al contrario di tanti altri "blasonati"  Cortese /Gavi degli ultimi tempi! 

 

UN RUCHE' BIO NIENTE MALE!

 

Trovare oggi un Ruchè a 13 gradi biologico certificato , pulito elegante e sopratutto non "stucchevole" non è cosa facile. Questo 2018 di Cristina Zoppi e tutto ciò. Risultato: merita tanto. E' piacevole  con  la giusta aromaticità  e sopratutto la giusta acidità che fanno la differenza  dai  suoi tanti "concorrenti"  che in queste annate sempre più calde sono sul  cotto e con un grado alcolico ( anche se ben integrato ... come dicono in tanti )  è per me sull'insopportabile ... Della serie: in fondo al bicchiere senti  solo alcol e basta.... Quindi brava Cristina. La sua  azienda che produce anche Barbera e Grignolino si trova in quei di Viarigi ( At) . Il suo Ruchè lo si trova in enoteca  a  circa 14 euro. 

 

UN BORDEAUX TUTTO SULL'ELEGANZA

 

 

Chateau Saint Eugène 2018  è un giovane  Bordeaux  ( 75% Merlot e 25% Cabernet Sauvignon)  elegante , pulito e con una bevibilità imbarazzante. Basso di gradi ,  13,5 % a confronto di molti suoi “ colleghi” , questo Pessac Lèognan lo si trova dal produttore o in enoteca d'Oltralpe a  12/15 euro. Dono di un mio caro amico francese ,  questa bottiglia aimè una sola ( mi riempirei la cantinetta) mi ha soddisfatto “ alla grande”. Invecchiamento " leggero" in botti di rovere francese ha un legno zero invasivo che non si  sente  per nulla , solo in lunghezza, ma poi  sparisce  al palato ed esce in dolcezza.  Un vero fuoriclasse per un vigneron , Michel Gonet  e Fils  che vinifica in casa i sui dieci ettari vitati a Merlot e Cabernet Sauvignon a Pessac.  Bravò! 

 

UN PICCOLO SAUVIGNON DI SERIE A

 

Che buono questo Saint Bris   Sauvignon Blanc 2018  Bailly La Pierre   in una “denominazione” di Borgogna  ancora  poco conosciuta in Italia.  Con un’ottimo rapporto qualità prezzo (  10 euro  )  in questo bianco gli aromi erbacei e vegetali sono al minimo e vengono giustamente sovrastati da quelli  agrumati sapidi. Il che fa di questo Saint Bries , a mio gusto, un  Sauvignon di serie A ( differenza tra Sauvignon di serie  A e B nella pagina di questo  sito  “I Fuoriclasse Vini e Vignaioli”.) Se lo trovate non perdetevelo! 


COTE D'OR TALMENTE BUONO CHE IMBARAZZA

 

I sempre più numerosi  appassionati di  vini borgognomi  conoscono di certo il Domaine Gaston e Pierre Ravaut  per i suoi ottimi vini di  Cote D'or. Ecco sarà l'annata il momento giusto in cui è stato aperto, ma devo dirvi che a mio gusto  questo " Ladoix 1er Cru" " Le Bois Roussot 2009" mi ha fatto letteralmente godere. E' senza dubbio uno dei Pinot Noir di cote D'or più  affascinanti che abbia mai bevuto. Lungo suadente, e che frutto ancora dopo tanti anni! Tredici gradi per un grande vino .  Imbarazzante!


UN GRANDE PINOT NOIR DI BORGOGNA

 

Che goduria questo è Maranges 1er Cru “Les Clos Roussots” 2015 del Domaine Maurice Charleux e Fils . Un’ azienda che in questi ultimi anni  si è fatta strada, ma di cui avevo già potuto godere di un  “ La Fussiere” 2008 ( grande acidità eleganza da vendere e stupendo bevuto dopo 10 anni dalla vendemmia) . Ora questo Clos Roussot 2015 ( messo in evidenza anche da molte guide d’Oltralpe)  è il classico esempio che non bisogna spendere capitali per bere un grande borgogna. Non vi dico altro!


BOURGOGNE BLANC  CON ELEGANZA E PULIZIA DA VENDERE

 

 

Chardonnay Borgogna 2014 in una "denominazione" più nota per i Pinot noir, ma ugualmente affascinante in una annata passata per bianchi borgognoni un po' magri. Non è il caso di questo Chardonnay  che probabilmente anche per i suoi sei anni appena compiuti ha acquistato qualche cosa in più del previsto. Bravo Stefhane Murat di cui mi piacerebbe prima o poi degustare i suoi Pinot noir. Ah chiaramente il legno è quasi impercettibile e  i gradi sono 12,50. Risultato: un godere per chi, come il sottoscritto,  non si ferma al primo bicchiere!


 AUDIBERT UN LOIRA STALLA PURA

 

Che disastro, a mio gusto, questo Cabernet Franc  di Loira. Increbile perche dove l'ho acquistato è andato come il pane. Segno che anche Oltralpe sono tanti coloro che amano bere cavallo. In questa bottiglia la stalla, il cuoio, il cavallo e quindi puro brett.  sono la regola. Mi chiedo come si fa a mettere in commercio un vino simile! Boh! Tanto era il Brett. che  ha " coinvolto" alla grande anche il tappo in silicone che puzzava come il vino. 


UN NEBBIOLO FAMOSO.. MA CHE DELUSIONE

 

Quando qualche giorno or sono, ricevetti in dono da un amico questa bottiglia di Nebbiolo  2016 di Bartolo Mascarello ne fui subito entusiasta.  Nelle ultime annate non avevo mai assaggiato  più nulla dell'azienda  che porta il nome nel  noto vignaiolo " mito"  di Langa. Spero che  sia stata una bottiglia "difettosa" e mi piacerebbe  avere l'occasione di replicare l'assaggio con un'altra per giudicare meglio. Comunque Vi racconto.  Apro, e subito Il tappo  alla vista  e tatto è  perfetto ma con leggero sentore di muffetta. Muffa che si sentiva pure nel vino. Inoltre mi aspettavo un Nebbiolo  pulito ed elegante. Invece nulla di tutto questo. Oltre alla muffetta si è aggiunto un leggero  sentore di brett. ( amplificato dopo un pò di tempo dopo l'apertura). Risultato: questo Nebbiolo  a mio gusto è  imbevibile.

 

 


PINOT NOIR LOIRA DA DIMENTICA

 

Che delusione questo Sancerre Rouge 2017 del Domaine Tinel-Blondelet  a Poully sur Loire. Un vero peccato. Appena aperto al naso non era male, ma tempo pochi secondi di ossigenazione  ho notato subito che qualcosa non andava. All'inizio mi sembrava solo un pò svanito, ma dopo pochi minuti il vino è diventato imbevibile per il suo sentore di brett. che in questa bottiglia veramente sfortunata  si manifesta come " gomma / copertone bruciato"  che  arriva ad avvolge pure  la gola al primo breve sorso e che aumenta ora dopo ora. 


  CALVILL LO CHABLIS ALTO ATESINO FIRMATO GOTTARDI

Alcun indicano erroneamente la  2006  come prima annata di questo Chardonnay . Invece Il Calvill nasce prima, con l'annata 2004 che  per dirvela tutta non mi piacque affatto.  Poi uscì la 2005 , una vera “chicca”. Uno "Chabis di lusso” , per capirci. Lo  battezzai subito come lo Chardonnay  più francese e più buono d’Italia. Ricordo che anche Bruno Gottardi ne era entusiasta  (anche se agli amici  amava ricordare che lui beveva solo Chardonnay  borgognomi ). Quando decise di togliere dai suoi possedimenti di Mazzon le uve del Calvill ( come fece aimè per un suo  Gewürztraminer,da urlo)  per sostituire il tutto a Pinot nero ne fui amareggiato. Beh, comunque oggi mi sono aperto e bevuto l’ultima delle sei bottiglie di questo Chardonnay che possedevo. Grande! L’ennesima conferma che Bruno Gottardi per me rimane il numero uno dei vignaioli Alto Atesini e non solo. Un uomo sul quale bisognerebbe scrivere un libro nella cui prefazione avvertire tutti gli appassionati che vini come li faceva lui non si potranno mai più bere.


UN GRANDE CHAMBOLLE 2010 

 

 

Chambolle Musigny 2010 Domaine Hudelot-Baillet. L'azienda non ha bisogno di presentazioni, ma questo Pinot borgognomo, forse complice anche l'annata, senza essere un Gran Cru merita un grande  plauso  non solo per la sua eleganza imbarazzante ( per uno Chambolle anche "village" è la regola n 1), ma sopratutto per la polposa e carnosa ricerca della centralità del frutto ben presente dopo 10 anni di invecchiamento. Un godere unico a soli 13%Vol.


IL VALLELONGA DI FABIO ZAMBOLIN UN FUORICLASSE

 

Un vero "fuoriclasse" questo Nebbiolo  dell’alto Piemonte 2016 di Fabio Zambolin.  Senza lieviti aggiunti, fermentato  e macerato  sulle bucce per circa 27/28 giorni, per poi passare prima in  acciaio e poi  in barriques di rovere usate dove svolge la malolattica naturale e  l 'affinamento per circa 12 mesi.  Risultato: un frutto e un’eleganza imbarazzanti. Per Fabio tutto nasce dal piacere di portare avanti il vecchio vigneto di 2000 metri quadri coltivato da suo nonno Feldo . A questo vigneto si sono aggiunte  altre vigne vecchie e alcuni nuovi impianti arrivando così ad una superficie totale di 1,2 ettari. Insomma un piccolo produttore per un gran bel vino. Bravo Fabio continua così.


 UN METODO CLASSICO DA NON PERDERE

 

Un bel bollicine “pas dosè” metodo classico annata 2015 (sboccatura 2019)  da uve pinot nero al 100% dell’azienda piemontese Crotin 1897. Mille i suoi profumi per questo  metodo classico italiano ( in enoteca dai 18 ai 22 euro) che "va via di brutto" sia al naso che in bocca a molti blasonati champagne millesimati. Un pas dosè come ce ne sono pochi che può anche  invecchiare quanche anno per tirare fuori tutta la sua eleganza e complessità. L’azienda  Crotin 1897 si trova a Villafranca nel comune di Maretto ( At) . L’attività è principalmente basata sulla produzione di vino Doc e Docg provenienti dai vigneti dell’azienda, coltivati secondo le norme del agricoltura biologica.


PINOT NOIR LOIRA DA DIMENTICARE

 

Eppure alcune  riviste e guide d’Oltralpe parlano bene dei vini di Antoine De la Farge , figlio del pionieri dell’appellazione  Menetou-Salon e  probabilmente molti dei suoi vini sono puliti e validi. Ma anche con un ottimo rapporto qualità /prezzo. In primis il suo Sauvignon  2018 vino  che si fregia di una  votazione alta su molte pubblicazioni del settore, ma invece questo suo Menetou-Salon  Les Chandelières  2018   rouge 14,5 gradi  (Pinot noir 100%)  è  sporco, con un brettanomyces - (cuoio) insopportabile . Questo vino credo anche abbia un  mosto  concentrato aggiunto "fuori controllo". Va sul mercato a circa 9/10 euro. Insomma un Pinot Noir di Loira da dimenticare!


 

HUBER RIESLING MADE IN AUSTRIA DA NON PERDERE

 

 

Che dire di questi due Riesling austriaci :  il Traisental 2017 (da agricoltura sostenibile- vegan) è un troken ( secco)  ed è il classico Riesling con una bevebilità imbarazzante. Non è stucchevole, ma agrumato ed elegante  . La sua acidità ( quella giusta) e  la sua mineralità insieme ai suoi 12,5 %  gradi lo rendono  molto piacevole . Anche l'Engelsberg 2017 è un troken con un poco meno di acidità del Terrassen. Nello stesso tempo  è  un vino leggermente più complesso e  profumato, ma  non preccupatervi, nulla di complicato. La sua bevebilità lo rende infatti  ugualmente un vino semplice e  facile da bere che consiglio a tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questo nobile  vitigno. ( Huber in enoteca dai 16 ai 20 euro)


UN NEBBIOLO DA INNAMORAMENTO

 

 

Siamo a  Brusnengo nell'alto Piemonte. Il vino in questione (annata 2015) si chiama Spanna Monti Perini ed è forse il Nebbiolo più elegante e "godurioso"che abbia mai degustato. Il suo frutto e la sua "sostanza" mi ricordano in Monvigliero di Fabio Alessandria...( altro Nebbiolo /Barolo..molto più importante e di  tutt'altro  terroir e  prezzo!). Lo Spanna Monti Petrini di cui mi sono innamorato ( 90% Nebbiolo con minime quantità di Croatina e Vespolina) ha  una bevebilità sorprendente.  Vinificazione tradizionale in acciaio e breve invecchiamento di sei mesi in barrique usate (solo per il 50% della massa)  per un totale di sole 1200 da urlo che non arrivano neppure ai 13% gradi. Non chiarificato e non filtrato questo vino è stupendamente pulito ed  aromatico. Una vera goduria da degustare a 16 max 18 gradi . Non perdetevelo! ( in enoteca dai 13 ai 15 euro)


PICCOLO GRANDE NEBBIOLO ALTO PIEMONTE

 

Ecco un Nebbiolo semplice, pulito ed elegante. Un anno in acciaio e alcuni mesi di affinamento in bottiglia fanno di questo vino un gran bel “ nettare degli dei”. Annata 2016, questo Nebbiolo dell’Alto Piemonte ha un ottimo rapporto qualità prezzo ( 12  euro in enoteca) per una bottiglia da non perdere e che se bevuta a temperatura giusta ( 16/18 gradi)  è difficile non finirla. I suoi 13% gradi rendono poi ancora più bevibile questo vino che ha in primis tannini delicati e dove l’uva nebbiolo si sente tutta.


 

RIESLING  MADE IN PIEMONTE CON TROPPI SOLFITI

 

Un Riesling con tanti solfiti così non è facile da trovare. Un vero peccato. Anche se al di là della solforosa che lo rende imbevibile questo  Riesling base 2015  di Ca Viola “annusato” qualche sera fa da amici  non mi sarebbe ugualmente piaciuto ( questione di gusti). appena si è scaldato un pò "dall'effetto ghiacciato" è diventato  imbevibile credo per l'idrogeno  solforato  che è venuto fuori. Curiosando sul sito di questa azienda vedo che c’è anche un altro Riesling , il Clem spero meno da battaglia di quello in oggetto . In primis  spero abbia meno solfiti  e che sia bevibile anche  perché ho visto che costa circa 20 euro.


  IL PiNOT ROSE' DI MESSNER

 

Fresco e pulito. Ecco in due parole il Pinot nero Rosè 2017 Juval. Un vino di  montagna ( 13 gradi) color salmone con una grande bevebilità che è l’ultima novità dell’azienda di Reinold Messner  condotta con grande successo da Gisella e Martin Aurich . Purtroppo anche questa azienda altoatesiana con vigne sino a 700 m.  deve fare i conti con il cambiamento climatico e le sfide che esso comporta. Il tutto  per continuare una coltivazione  ecologica mantenendo vini freschi e puliti. E mi pare che la questo Pinot Rosè ( e non solo lui.. provate i Riesling Juval)  siano la  prova plausibile verso questo impegno. 


CHATEAU AUZIAS  CUVEE MADEMOISSELLE  TROPPO  AMARO: IMBEVIBILE

 

Eppure per alcune guide d’Oltralpe , in primis  l’Hachette questo vino di Languedoc ( uvaggio di Cabernet Franc, Grenache, e Syrah in enoteca in Francia dai 6 agli 8 euro)  è  eccezionale,  un  “coup de coeur”. Per il sottoscritto invece è un vino difettoso. E vi spiego il perché. A pare il  suo “pungere” dell’ alcool ( 14% vol. dichiarati.. ma percepiti di più) e un pò troppo zolfo al naso ( solfiti)  ha un  amaro  finale  insopportabile.  Almeno per me che ho forse una soglia di tolleranza  piuttosto bassa per l’amaro nel vino. Quando si parla di amaro nei vini devo anche dirvi che “un tocco” è anche ammissibile, ci mancherebbe (molecole a gusto amaro nell’uva  possono anche  essere utili , nobili ecc ), ma quando l’amaro è troppo accentuato  per me un  vino diventa imbevibile.  Difficile da dire che cosa sia successo nello Chateau Auzias 2016.  In genere un forte amaro nei vini rossi dipende dalla degradazione  eccessiva dei batteri lattici che attaccano la glicerina liberando sostanze poco nobili ( aldeina.. acrilica) che combinandosi con quelle tanniche del vino  generano composti amari. Spesso si ci imbatte semplicemente  anche in un amaro dato da un eccessivo contenuto di solfati. Oppure da uno sconsiderato  mal utilizzo delle barrique , generalmente legno nuovo… vedi anche rubrica  In Cantina.. Infine c’è anche l’amaro delle uve aromatiche ( soprattutto bianche) malamente vinificate , ma questo è un altro discorso….. ( ..vedi rubrica In Cantina)


GAMAY 2017  DI ETIENNE BAILLY CHE PREZZO E CHE FINALE 

 

Vi ho parlato più volte di vini d'Oltralpe  con un rapporto qualità prezzo imbarazzante.  Eccone uno . Questo Juliènas ( denominazione borgognoma/ beaujolais poco conosciuta) donatomi da un amico di Chambery è una bella scoperta.  Da uve Gamay ( in enoteca in Francia  9/10 euro) viene  prodotto Da Etienne Bailly conosciuto come “Il re del Gamay” non solo a Morgan dove lavora, ma anche nel  resto del mondo  dove tra gli appassionati  è conosciuto un po’ come  uno dei  paladini della “rinascita” di questo vitigno parente del più blasonato Pinot Noir.  Questo suo Juliènas  con i suoi 13 gradi  e una leggera mineralità è pulito e  ha una dolcezza finale incredibile. Bravo Etienne.  


DUE GIOVANI NEBBIOLO  2017 ELEGANTI E PULITI

 

Due Nebbiolo ( in enoteca 12/13 euro ) eleganti e puliti ( ambedue in riconversione biologica). Il primo è quello di Ettore Germano: semplice e “ beverino”, questo 2017 ha poco colore , non fa legno e viene solo affinato in acciaio. Ettore Germano ( noto produttore piemontese famoso anche per il suo Riesling..... e non perdetevi poi  il suo bollicine metodo classico) è a Serralunga d’Alba . Questo suo Nebbiolo  e facile da bere  anche  per i  suoi 13 gradi che lo smarcano da tutti gli altri Nebbiolo di Langa. Forse meno  acidità e più frutto lo renderebbe più piacevole e più Nebbiolo.  Il secondo è quello di Moccagatta.  Ha eleganza da vendere è fa sei mesi di legno. E che legno! La sua bevibilità  è impazzante anche se i suoi gradi sono 14. Purtroppo non conosco la cantina Moccagatta se non dalle guide. E devo dirvi che tanti anni fa trovavo i suoi Nebbiolo ( compresi i Barbareschi) difficili da bere: troppo legno e usato male e poi  troppo colore ( ..non sentivo l’uva Nebbiolo per niente ma altre..) Adesso da qualche anno mi pare proprio che la vinificazione sia completamente cambiata. Risultato: questo 2017 ( ma anche il 2015 e 2016  giustamente differenti  gli uni dagli altri) sono tra i Nebbiolo di Langa  che in assoluto preferisco. 



SANCERRE ROUGE 2017  UN PICCOLO CAPOLAVORO

 

Ha tredici gradi. E' elegante, forse all'inizio può sembrate un pò corto, ma poi  si smentisce ed esce in complessità e  lunghezza. la sua bevibilità pulizia  e la naturalezza del Pinot noir sono  imbarazzanti sopratutto se lo si abbina a un pesce o delle carni bianche . In particolare  con una bella trota al burro con le sue uova.  Una  grande  scoperta  che ho fatto grazie ad un amico  di Chambery che mi ha regalato questa bottiglia di Andrè Dezat e Fils un produttore più che tradizionale di Loira meglio conosciuto per il suo Sancerre  blanc  che come  questo rouge  la si può trovare  dai 13 ai 18 euro in alcune buone enoteche d'Oltralpe


 CHARDONNAY BIO BRETT

 

 Eppure questo Chardonnay della Cotès Auxerre è " colpo al cuore" per una nota guida d'Oltralpe che con questa terminologia consiglia al consumatore  tutti quei vini che reputa  " dei numero uno". Le sue scoperte, insomma!  Invece questa bottiglia e per me  tutt'altro che un colpo al cuore. Ha una nota insopportabile di brett. Pur essendo un vino bianco il sentore e gusto di cuoio ( etilfenolo) e altri sentori classici del brett. portati dal 4 vinilfenono e 4 vinilguaicolo rovinano questo bianco che in fondo ha un bel colore e sarebbe anche piacevole non fosse  brettato. Un vero peccato!

 


UN BEL BORGOGNA PULITO LEGGERO E FRUTTATO 

 

Ecco una delle bottiglie che possono smentire " alla grande" tutti coloro i quali quando parlano di Pinot noir borgognomi sostengono che per "bere bene" bisogna spendere molto. Questo Givry del Domaine Mouton ( in ogni buon enoteca d'Oltralpe circa 12 euro) è un gran bel Pinot. Una di quelle bottiglie che una volta aperte finiscono subito. Siamo in Cotè Challonaise,   meno blasonata di tante altre del "centro" della Borgogna, ma questo "nettare" è veramente un gran bel bere.  Annata 2017, soli tredici gradi ( perfetti) per un vino  che può sembrare semplice ma non è proprio così.  E' pulito, fresco , pulsante , armonico , leggero, fruttato e per nulla banale. Insomma da sprofondarci dentro.  E in un certo senso anche per il suo colore  è anche atipico. Sopra tutto se si è abituati a bere i soliti Pinot noir " commerciali" . I suoi tannini morbidi non dimostrano affatto il legno che fa per il 60% in  botti di circa 2 o 3 anni . Risultato: buona pulizia  e  bevebilità è imbarazzante Da agricoltura ragionata (non vengono usati in vigna fitofarmaceutici, insetticidi ecc) le sue uve vengono coltivate a circa 200 m. da piante vecchie ( 1972, 90, 99) 


 

MARELUNA UN BIANCO SICILIANO BIO CON TROPPI SOLFITI

 

Questo " Mereluna"  2017 dell'azienda Baglio Luce  prodotto da uve Grecanico e Cataratto  sul mercato con un ottimo prezzo poteva essere un bel compagno per un pesce al forno. Invece  i suoi sentori di solforosa sopratutto passato  "l'effetto ghiacciato" sono  andati in crescendo  sino a coprire  del tutto una bella sapidità che lo nobilitava . Un vero peccato per questo bianco da agricoltura biologica certificata che alla fine è risultato imbevibile  con il classico sentore di zolfo e uova marce che capita quando si esagera con i solfiti


COLOMBE  UNA GRANDE BARBERA 

 

 Una Barbera 2016 come si comanda di cui ne vengono prodotte 3500 bottiglie l’anno. Si è vero fa ben 15 gradi ( troppi per i miei gusti ), ma è ugualmente molto piacevole è ha una buona bevibilità. Poi  il rapporto qualità prezzo e grande. Siamo sotto i dieci euro per un vino importante e complesso, ma soprattutto pulito e prodotto con passione dalla piccola Azienda Le Marie di Barge ( CN).  Vi avevo già parlato  di questa Azienda a proposito di un Nebbiolo 2015 spaziale e una Malvasia Moscata molto interessante. Il Colombe è potente, di struttura importante, ma allo stesso tempo colpisce la sua “freschezza” che si fa subito sentire, poi esce il tannino che dura per tutto il sorso con un finale fruttato. Viene vinificato cosi:  dopo la vendemmia manuale in piccole casse si procede ad una cernita per controllare che l’uva (acini, grappoli o frazioni di grappolo) sia in condizioni ottimali, arrivata in azienda, l’uva viene pigia diraspata e trasferita nei tini di fermentazione, la fase di macerazione si prolunga per circa 7 giorni ad una temperatura tra i 27 ed i 30 °C, il tutto per ottenere un ottima estrazione delle sostanze coloranti ed un buon mantenimento del quadro olfattivo, terminata la fermentazione primaria verrà favorita la fermentazione malo lattica per poi completare l’affinamento per circa 12 mesi in grandi botti di rovere da 2500 litri.



 

 

 BAVA : UN GIOVANE  NEBBIOLO (* post. nota 1)

Ecco un giovane Nebbiolo Langhe 2017 dell'azienda Bava che mi ha sorpreso per la sua piacevolezza. Qui l'uva nebbiolo si sente tutta. Pur essendo un 2017 questo "nebbiolino" secondo me è un grande per la sua  eleganza, ma sopratutto per la  frutta che esprime all'olfatto, ma anche al palato in particolare appena si apre la bottiglia e ai primi bicchieri.  La gradazione di questo piccolo , ma grande Nebbiolo e  di 13,5, perfetti. * Purtroppo aprendo due successive bottiglie di questo giovane Nebbiolo a distanza di un 10/15 giorni dalla prima  questo vino ha dato segni di acescenza, peccato! . Della stessa azienda ( 55 ettari  di vigneti con lotta integrata)  ho potuto anche degustare un Rosingana 2015. Si tratta di un Albarossa (vitigno ottenuto da un incrocio fra Nebbiolo di Dronero (Chatus) e Barbera) che purtroppo è risultato "brettato" e quindi imbevibile. Peccato.


 

 UN BORDEAUX "COMMERCIALE" MA STUPENDO

 Chateau de Cruzeau 2012  è un Bordeaux (Pessac Lèognan) di un famoso produttore d'Oltralpe.  Quell'Andrè Lurton molto conosciuto per i suoi vini . L'etichetta è molto commerciale nel senso che la si più trovare spesso anche nella grande distribuzione francese, ma non per questo il Cruzeau  è da sottovalutare. Anzi è un gran bel Merlot/ Cabernet Sauvignon che butta fuori una straordinaria e inaspettata eleganza e bevebilità  pur facendo  12 mesi di barrique. Risultato: un gran bel vino pulito, semplice ma  nello stesso tempo strutturato e importante per 13,5 gradi 


TRE GRANDI METODO CLASSICO Tre medodo classico da non perdere . Sono i due Pas Dosé dell’azienda Frecciarossa di Casteggio ( PV): quello Moschettieri “normale” e il FrecciaRosè. (nelle annate dal  2011 al 2014… se trovate ancora un 2011 rosè è un godere). Sono  tutti e due Pinot nero 100% e fanno degnamente compagnia al più noto FrecciarossaBrut uno spumante che invecchia 10anni e che non ha nulla da invidiare ad un grande Champagne. Tornando ai  Pas Dosè in questione sono eleganti, armonici e vellutati, con ottimo equilibrio e grande lunghezza, ma allo stesso tempo  di  beva semplice e piacevolissima, ( occorre fare attenzione a non finire le bottiglie anche in solitudine, tanto invitano al bicchiere successivo) . Perfetti come aperitivo ed in ogni occasione si voglia brindare ma ancora più goduriosi a cena magari con carni bianche , prosciutto alla Parigina o con vari antipasti di pesce .

 


BAROLO MONVIGLIERO 2014 BURLOTTO CHE VINO!

 

Eleganza pazzesca. Ma non solo. Il colore è quello di un Barbaresco ma  i suoi profumi di frutti di bosco che ti esplodono anche "in bocca" sembrano quelli di un grande Borgognomo che però   vengono "esaltati"  con un quasi impercettibile ma importante contrasto dai tannini dell'uva Nebbiolo. Il tutto nella loro lunghezza, fragranza e intensità infinita. Questo "nettare" che è  forse  il più buon Barolo che ho mai bevuto è opera di Fabio Alessandria che ha in mano la Commendator Burlotto,  l'azienda  storica per eccezione delle Langhe ( già fornitrice della Real casa e unica per la spedizione del Duca d'Aosta al Polo Nord). Risultato: un grande vino come una grande azienda  e un  grande Fabio .


UN GRANDE  E RARO VINO FIRMATO PETER DIPOLI

 Il Frauenriegel è un uvaggio (Merlot 58% e Cabernet Franc 42%). Questo 2011 ( ma anche le altre annate) è un vino di grande spessore, polposo di frutta e nello stesso tempo di grande  eleganza e  con una bevibilità sorprendente, nel senso che va giù come l’acqua pur avendo 14,5 gradi. Peccato che è difficile da trovare. Il produttore , quel Peter Dipoli , meglio conosciuto per il suo Sauvignon Blanc “ Voglar “ e per il suo taglio bordolese Yugum, ne produce poche bottiglie che vanno per lo più sul mercato estero. E’ facile però trovarlo in ogni buon ristorante ed enoteca  dell’alto Adige. Un grande vino che si sposa perfettamente con arrosti, selvaggina e formaggi freschi e stagionati.



VERNATSCH 2107 BIO GLASSIERHOF DI STEFAN VAJA

La Schiava/Vernatsch 2017 di Stefan Vaja, biologica certificata, ( 11,5 gradi) nasce da una singolare pergola centenaria posta sopra l’abitato di Egna.(BZ). Al naso ha profumi fruttati che ti invitano subito alla bocca dov’ è morbida ( ma non stucchevole) e allo stesso tempo viva e sapida. La sua bevibilità è poi da non credere. In questa bottiglia  l’uva Schiava Grossa si sente proprio tutta. Per me questo è un vino “pericoloso”, nel senso che  potrei berne litri tutti i giorni. La Schiava per anni è stata ingiustamente sottovalutata. Oggi torna in auge da quell’Alto Adige dove esistono ancora pergole centenarie di quest’uva che ha molti  cloni e  varianti ( Grossa/ Gentile e la Schiava Grigia sono le più diffuse). Ah! Quando bevete Schiava attenzione che sia vinificata in purezza, proprio come quella di Stefan!


TRE BOTTIGLIE DA NON PERDERE

La prima è un grande vino . Si tratta del  Barolo 2013 "Cerretta" di Ettore Germano 2013. Elegante, pulito con una "bevebilità" imbarazzante dove l'uva Nebbiolo si sente tutta. Il secondo è il Pinot nero Carillo 2016, un Oltrepò pavese dell'azienda Frecciarossa (biologico certificato dal 2017) . Un Pinot noir semplice vinificato in solo acciaio , ma non per questo poco affascinante. Di una pulizia estrema  questo  vino è  molto  elegante, sapido al punto giusto e "beverino". Da  bere rigorosamente a 15/16 gradi magari mangiando carne bianca , ma anche una faraona arrosto o cucinata con dei peperoni.  Ma si accompagna bene  con tutto ( pesce azzurro compreso). Infine un Debargès 2015 da uve Nebbiolo 100% dell'azienda Le Marie di Barge ( Cuneo). Fatto con passione da questa piccola azienda che produce anche una strepitosa Malvasia moscata, questo vino con un "leggero" passaggio nel legno è profumato ed elegante. E' poi pulito e vellutato. Insomma devo dirvi  che non ha nulla da invidiare a quelli  delle zone  più nobili del Piemonte per questo vitigno. 


PINOT NERO BRUNO GOTTARDI 2002 UNA GODURIA INFINITA

 

Una bottiglia “mitica”. Ormai aimè introvabile! Mi ha confermato ancora una volta che  Bruno Gottardi   è  stato  uno dei più grandi produttori di tutti tempi .  Il  suo Pinot nero del 2002 che ho aperto  ieri sera mi ha lasciato per l’ennesima volta a bocca aperta!  Non ho parole! Tutte le volte che bevo un suo vino ( a maggior ragione annate vecchie come questa.. e poi sino al 2009 ) penso che il suo Pinot noir  sia il più  buono che ho mai bevuto in vita mia.  E che purtroppo finite le poche bottiglie che ho ancora non potrò mai più bere un Blauburgunder così.



 UN PINOT NOIR 2016 DA NON PERDERE

 

Un Borgogna della Cotè Chalonnaies semplice affascinante e pronto dove l'uva Pinot noir si sente tutta. Questo Mercurey 1 cru 2016 di Agnès du Couedic ( più nota per i suoi Chardonnay) è un piccolo capolavoro credo proprio vinificato con uve mature  e perfette  per questa viticulteur- recoltant di Mercurey. I gradi sono 13 ( perfetti, quasi un miracolo per un annata calda per più di metà della stagione) per un vino da non perdere che costa dai 15/16 euro dal produttore.


 

 FIXIN DI PIERRE GELIN  PINOT NOIR IMPORTANTE

 

Una bottiglia senza dubbio importante che dopo tanti anni non ha tradito le mie aspettative! Questo Pinot noir di Pierre Gelin - Clos Napoleon annata 2005 ( trovate le annate più recenti -consiglio 2015- in ogni buona enoteca d'Oltralpe) dopo tanti anni è ancora fresco importante, di una lunghezza, bevibilità, complessità, sapidità, frutta (naturale) e pulizia eccezionali per soli 13 gradi! Una vera goduria!


 

LORENZ  UN BARBARESCO DI UNA ELEGANZA E PULIZIA SOPRENDENTI 

Tramite un'amico produttore l'altro giorno  ho potuto degustare un Barbaresco 2015 poco conosciuto in Italia ( il 90% aimè migra nel mondo) E' il Lorenz di Walter Lodali, titolare dell’Azienda Agricola Lodali. Walter rappresenta la 3° generazione di produttori, seguendo le orme di nonno e papà Lodati. Che dire! E’ di una pulizia ( come tutti gli altri vini di questo produttore) ed eleganza sorprendenti. Walter è diplomato alla Scuola Enologica di Alba e da lì è ha iniziato il suo percorso professionale. Negli ultimi anni ha rinnovato la cantina ed inserito nuove pratiche enologiche ma sempre attenendosi alla tradizione e rispettando i metodi di una volta.Bravo.



 

 CHE CUOIO QUESTO PINOT NOIR ... PECCATO!

 

Ecco un vino "brettato" da manuale! Peccato! I sentori di cuoio in questo che dovrebbe essere un prestigioso Pinot Noir della Loira ( Reuilly Les Chènes 2016) sono davvero esagerati. Risultato: un vino imbevibile. Spero che, per Denis Jamain, il produttore da agricoltura biologica di questo vino, ultimamente noto anche in Italia, il brett.sia voluto. Lo spero anche per l'amico d'Oltralpe che mi ha consigliato questa bottiglia. Se così non fosse sarebbe grave! Chissa? Proverò a mettermi in contatto con Jamain per saperne di più.



 BORGOGNA CON NOTE BRETT. INSOPPOTABILI

 

Me ne avevano parlato bene e anche su alcune riviste d'Oltralpe lo davano come un ottimo Pinot noir  elegante e profumato con un'ottimo rapporto qualità prezzo. E subito appena ho aperto questa bottiglia di Bourgogne Hautes Còtes de Beaume  del Domaine Antonie Des Eschard per un'attimo ci ho creduto anch'io. Al naso non ho sentito difetti. Ma poi dopo qualche minuto , il tempo che si ossigenasse leggermente ho sentito una punta di brett. che  si è accentuata sempre di più. Poi in bocca  il sentore e gusto  di cuoio  è diventato insopportabile  molto forte,. Risultato: un  vino imbevibile. 


 UN NEBBIOLO "BRETTATO" PIU ' CHE MAI

 

Non conosco Piero Barbero, ma credo che sia ( dal racconto degli amici con i quali ho aperto questa bottiglia) uno dei tanti vignaioli onesti e che lavorano con passione,  ma questa bottiglia del suo Nebbiolo "La Canova "  2016  è "brettata  da paura", insomma "cavallo puro" altro che "profumo tenue e delicato che ricorda il lampone " come scrive in etichetta.  Il Brett. qui copre completamente l'uva nebbiolo a favore della stalla. Peccato perchè il suo Grignolino ( che per fortuna ho degustato subito prima) era  pulito e  molto buono.